Chi sono

Mi sono laureata a Torino nel 1995 presso la Facoltà di Magistero, Corso di Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità. 

Nel tempo ho maturato diverse esperienze e alla fine ho capito che avrei voluto diventare una psicoterapeuta. 

Mi sono così specializzata a Torino in Psicoterapia Analitico Transazionale, un indirizzo teorico  che avevo valutato più di altri riflettere alcuni aspetti della mia personalità.  

Sono analitica ma anche pratica. Mi piace pensare che i pazienti possano esportare nel loro quotidiano gli esiti del loro lavoro con me nella consapevolezza che il presente è l’unico tempo che abbiamo. Imparare a vivere nel presente e essere autonomi credo sia l’obiettivo principe di questo lavoro. 

La psicoterapia è il lavoro che svolgo da ormai più di 20 anni in maniera elettiva. Ho una grande esperienza di persone dalla vita complicata ma sono anche consapevole che, la riuscita di un lavoro come questo, è frutto soprattutto della riuscita della relazione con il terapeuta, al di là di qualsiasi teoria e metodologia. 

Questo lavoro mi affascina ancora oggi. È sempre nuovo. Come dare vita a un’opera d’arte ogni volta su commissione. Mi sento fortunata ad averlo intrapreso. Ma non lavoro soltanto. È evidente come in questo lavoro sia importante mantenersi in salute prima di tutto. Salute anche psichica. 

Mi piace leggere, andare al cinema, viaggiare. Amo fare fotografie. E pratico yoga da molti anni ormai. Amo gli animali. Sono ottimista. Sensibile e curiosa. Mi piace cambiare. E ho fiducia nel cambiamento che questo lavoro produce in ognuno, per quello che può.

Benessere

Questa è una parola il cui significato mi sta molto a cuore nella consapevolezza che questa nostra vita è l’unica opportunità che ci è concessa e credo che quindi ciascuno abbia la responsabilità, nel limite delle possibilità che gli sono concesse, di vivere consapevolmente.

Il benessere psicologico è una condizione in continuo mutamento che implica la ricerca continua di una coerenza, una stabilità tra le nostre esigenze, le nostre risorse e le richieste che ci pervengono dall’ambiente circostante.

Si tratta di una condizione complessa che richiede da parte nostra un impegno costante e che mai può considerarsi finito.

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Come mai finito è l’impegno che dobbiamo mettere nel far crescere una pianta. Trattasi di una vera e propria opera di “giardinaggio interiore” (Menditto, 2008).

Quando siamo in grado di muoverci nel mondo con una discreta disinvoltura, affrontare le difficoltà mantenendo un atteggiamento positivo verso noi stessi e verso gli altri, probabilmente possiamo dirci soddisfatti e ci sentiamo bene. Diamo una valutazione positiva della nostra vita. 

In tutti gli altri casi possiamo entrare in sofferenza, con tutte le conseguenze che questo può avere sulla nostra salute fisica ed emotiva.